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Thursday 12 April 2012

Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei

I libri di cucina ci sono sempre stati. Eppure nel fare un giro in libreria oggi dopo tanto tempo, noto un forte incremento della sezione. Ormai non ci sono più i vecchi format, quasi del tutto sostituiti da chef-star o conduttori di programmi di cucina. Fioccano le Antonelle Clerici, le Benedette Parodi e libri di chef di cui non so nulla accanto invece allo stra-noto - almeno per chi si diletta in cucina - Jamie Oliver. Ognuno dice la sua, e ognuno sembra avere acquisito il diritto ad essere pubblicato.
Per chi non ama leggere di cucina, abbondano poi i programmi sulla cucina. Tralasciando le Antonelle Clerici e Benedette Parodi di cui sopra, ecco la tv popolarsi di sfide all'ultimo fornello (come Fuori Menu, che ho scoperto ieri) e anche serie tv che ruotano intorno alla cucina e ai suoi segreti (v. Benvenuti a Tavola).
L'argomento è esploso, dilaga, almeno ai miei occhi che capitano in Italia solo poche volte l'anno. Io me lo spiego in maniera molto semplice, "di pancia": la crisi c'è, ancora, e si fa sentire. Ma mangiare, lo sappiamo fin dalle scuole elementari, è uno dei bisogni primari dell'uomo e della donna. E mangiare si mangia pure in tempi di crisi. E allora che male c'è a tornare ad uno di quei bisogni primordiali ed abbuffarsene, in tutte le salse, in tutte le cotture, farne sfogo, gioco, gara, piacere e lavoro insieme? Almeno la tassa sulla ricetta nessuno ha ancora pensato a metterla.

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