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Tuesday, 31 January 2012

eBook o non eBook? Questo e' il problema

Proprio dopo aver comprato un suo libro sul Kindle Store di Amazon, trovo oggi un commento di J. Franzen sugli eBook. E a lui proprio non piacciono.
Sebbene io condivida al 100% il suo piacere per la carta stampata, c'e' da dire che ci sono numerosi controcommenti che subito saltano alla mente.
Ad esempio, se lui e' cosi' contrario, com'e' che i suoi libri si trovano comunque in versione elettronica? Strapotere delle case editrici o scelte consapevoli di chi fa lo scrittore non solo per piacere artistico ma anche per guadagno? Di certo se un libro e' disponibile anche in versione elettronica, il numero dei lettori aumenta: non tutti hanno il tempo di andare in libreria e/o non tutti hanno la pazienza di aspettare giorni, a volte settimane, per vedersi recapitare un libro a casa.
Inoltre, e' vero che il mio Kindle potrebbe cadermi domani nella vasca da bagno, ma non per quello perderei i libri che ho acquistato e che comunque sono immagazzinati in diversi altri marchingegni, per non dire nel mio account Amazon. E' piu' probabile che i miei libri in versione cartacea vadano tutti o in parte persi la prossima volta che decido di traslocare!
E poi, predilige DAVVERO le edizioni tascabili dei libri? Certo, costano meno, sono piu' comode, meno pesanti e ingombranti da trasportare in borsa ma... ricordo ancora quando da bambina guardavo affascinata a casa della mia amica D un'edizione di Don Quixote splendidamente rilegata in cuoio, con il titolo inciso a lettere dorate... Per carita', io stessa compro paperback ed edizioni tascabili a iosa per ovvi motivi economici e di spazio. Ma non e' una scelta, come dire, libera.
Insomma, non e' che Franzen ha commentato tanto per commentare?

Sunday, 29 January 2012

Nijinsky

La tomba di Nijinsky a Parigi

E' il titolo del balletto portato in scena qualche sera fa dalla compagnia di Amburgo, con la direzione aritistica di John Neumeier, al Grand National Theatre di Pechino. Neumeier e' un appassionato di Vaslav Nijinsky e gli ha dedicato una coreografia di piu' di due ore, in cui racconta ormai da anni la vita di questo ballerino ucraino di inizio Novecento.
Alla fine dello spettacolo, non ho potuto che condividere la sua passione e farla mia.
Nijinsky e' stato un innovatore del balletto classico, un genio compreso ed incompreso allo stesso tempo, un uomo dalla vita artistica piena di alti e bassi e dalla vita privata altrettanto altalenante. Un Picasso del palcoscenico. La relazione sentimentale e professionale con il grande impresario Diaghilev , il suo matrimonio quasi di ripiego con l'aristocratica Romola, i complessi legami con la famiglia di origine, la sua malattia mentale che lo sottrae troppo presto alla gioia dell'esibirsi che lo faceva sentire Dio (soffre di schizofrenia catatonica)... tutto questo ed altri dettagli ancora vengono portati in scena da Neumeier e da un cast che - da vera profana - ho trovato eccezionale.
Mi sono pentita di non essere tornata a rivedere la seconda performance la sera successiva, per cogliere altri dettagli, per saperne di piu'. Ho letto molto di quanto il web dedica allo spettacolo e a Nijinsky. Non ho resistito alla tentazione di comprare un libro su Diaghilev, ordinarne un altro che sara' disponibile da maggio su Nijinsky e non e' detto che a fine giornata non me ne procuri un terzo. Ecco, questo e' quanto mi e' piaciuto il Nijinsky di Neumeier.

Saturday, 28 January 2012

Concordia della discordia



Qualche giorno fa ho postato sul "disastro Costa Concordia". Oggi ci ri-posto, dopo che P ha attirato la mia attenzione su un articolo comparso sul Der Spiegel Online in data 23 gennaio. L'articolo parla di Costa Concordia e di come il suo capitano, Schettino, sia un po' il simbolo dell'italiano stereotipato. Piacione, preoccupato solo della "bella figura", ma in realta' incapace.
E subito si scatenano le proteste, dei giornali italiani e dell'Ambasciatore italiano in Germania.
Basterebbe andare oltre il cappello del peraltro breve intervento di un giornalista abbastanza sconosciuto che tiene una rubrica dal titolo (che e' tutto un programma) di Schwarze Kanal su Der Spiegel Online, per capire che il pezzo lancia un discorso provocatorio per arrivare a dire che non si possono legare paesi culturalmente ed economicamente diversi solo tramite la volonta' politica e il medium di una valuta unica. Espediente letterario per attirare l'attenzione di tutti: la Costa Concordia e il suo naufragio, che tiene banco da giorni e giorni e non solo in Italia. E il giornalista ci ricorda che mentre stiamo tutti a parlare di Schettino&Co., la crisi economica continua il suo corso...
Il pezzo e' scritto malissimo, senza nessi logici. O il giornalista era di fretta o ha dovuto tagliare parecchio per restare nello spazio della sua rubrichetta. Comunque se era in cerca di un minuto o due di notorieta', ha trovato molti pesci pronti ad abboccare al suo amo. E quindi ecco i titoloni in prima pagina su Auschwitz, non a caso nel Giorno della Memoria.
Non voglio sminuire la situazione, ma credo che la migliore controffensiva sarebbe stata non dare peso alcuno a questo pezzo di dubbia capacita' logico-espressivo. E poi si sa, quella testata non e' mica pro- Italia. Ma ogni tanto, il silenzio e' davvero d'oro.

Thursday, 26 January 2012

La Repubblica vs Il Corriere della Sera

Lo ammetto. Quando leggo un giornale, anche uno "serio" come un quotidiano, una delle prime cose su cui mi casca l'occhio e' l'oroscopo. Anzi: non e' vero che mi ci casca l'occhio, lo cerco proprio. E sono contenta quando leggo che sara' una giornata fantastica, e che sono la persona piu' affascinante del rione, e che la Luna e' nel mio segno mentre Saturno e' andato ad insidiare quelli dei Gemelli.
La Repubblica, che leggevo nella versione online per comodita', senza troppo amarne la veste editoriale e lo spessore dei contenuti, aveva un oroscopo comunque amichevole. Da inizio anno, nuova veste. Vuoi vedere che tempo fa? Registrati. Chi se ne frega, io ho Yahoo Widget sul desktop e delle previsioni meteo di La Repubblica faccio a meno. Vuoi scegliere il tuo segno zodiacale e vederne le previsioni? Registrati... ma perche' devo registrarmi? Perche' devo lasciare per l'ennesima volta i miei dati su un sito web e solo per il piacere del tutto passeggero e irrazionale di leggermi due righe di oroscopo? Allora no, grazie. Da domani, passo a Il Corriere della Sera. 

Tuesday, 24 January 2012

Alfredo, Alfredo (1972)


Carla Gravina


Mi e' venuta voglia di vederlo sentendo un programma alla radio pochi giorni fa in cui il conduttore chiedeva ai radiospettatori di dire cosa c'e' di piu' odioso nel rapporto con il partner. Per lanciare il tema, citava una scena del film Alfredo, Alfredo: il protagonista (Dustin Hoffmann) fa un sogno premonitore, in cui la futura moglie (Stefania Sandrelli) lo chiama al telefono e gli chiede con voce mielosa come spesso nella realta' "dove sei? cosa fai?" e lui, in effetti seduto sulla tazza del cesso, risponde "Sono seduto sul cesso, sto facendo la cacca!"
Il film e' molto gradevole. Hoffmann fa la parte di un giovane sui trent'anni scapolo e un po' imbranato, che si innamora perdutamente di questa donna bellissima e un po' folle che, subito dopo il matrimonio, folle lo diventa totalmente, fino a far precipitare la situazione matrimoniale. Fino a quando non compare sulla scena una donna totalmente diversa, sorridente e indipendente, Carolina (Carla Gravina), che bacia in maniera talmente normale da essere speciale e che ha orgasmi contenuti che non svegliano l'intero vicinato.
Il film, del 1972, tocca quindi il tema del divorzio, in Italia novita' assoluta introdotta nel 1970. Il film e' chiaramente a favore - e lo spettatore, date le circostanze, non puo' che in questo caso essere d'accordo - anche se alla fine al matrimonio si torna. Va detto pero' che l' "indecisionismo" come credo di vita di Alfredo non suscita poi una simpatia piena e convinta nel principale personaggio maschile della sceneggiatura. In quanto a bellezza, la Gravina ha poco da invidiare alla Sandrelli. Donne diverse, ma dai volti bellissimi e con corpi statuari che fanno impallidire le protagoniste delle pagine web dedicate alla moda o al gossip di oggi.
Una commedia all'italiana di qualita', che si e' meritata il David di Donatello nel 1973 come miglior film.

Sunday, 22 January 2012

Emergenza... emergenza un corno

Ho dovuto in questi giorni riflettere sul significato della parola emergenza. Il mio nuovo capo-ufficio ha dichiarato che eravamo in stato di "emergenza". Troppe pratiche da trattare in una sezione, per cui era richiesto il supporto della mia sezione per completare i lavori in tempi utili.


Ora, il Sabatini Coletti riporta i seguenti significati di EMERGENZA:

  • 1 Circostanza, difficoltà imprevista
  • 2 Situazione critica, di grave pericolo: stato di e.
  • 3 non com. Ciò che emerge, sporge
  • • sec. XVII

    Escludo che il mio capo-ufficio stesse utilizzando il significato n.2 poiche' nessuno era in pericolo (a meno che non parlasse della situazione di grave pericolo della sua poltrona). 
    All'inizio, pensavo la intendesse col significato n. 1. Ma quando ho avuto modo di valutare le circostanze di persona, ho capito che neppure quello poteva essere vero: in questo periodo dell'anno, le pratiche sono sempre di numero consistente percio' la difficolta' non era per niente imprevista; in questo periodo dell'anno, ne discende che non e' comprensibile che meta' della sezione preposta a trattare quel tipo di pratica fosse in ferie. Piu' che emergenza, si dovrebbe parlare di scarsa capacita' di gestione delle risorse umane.

    Ma certo, rimane sempre il significato n.3. In effetti, le pile di pratiche emergevano assai.

Friday, 20 January 2012

Donne&Disastri




Se dietro ad ogni grande uomo c'e' sempre (o quasi) una grande donna, forse e' vero che dietro a (molti) grandi disastri c'e' pure una donna. Non a caso chi dice donna dice danno e bacco tabacco e venere riducono l'uomo in cenere - o almeno cosi' vorrebbe la saggezza popolare.
Lo sa bene il capitano della Costa Concordia, naufragata miseramente in probabilmente 20cm di acqua da tanto era vicina alla costa. Sempre che sia vero che la bionda 25enne moldava fosse accanto a lui mentre faceva finta di pilotare la nave, o forse, chissa', voleva darle prova di quanto era abile a farlo... how to impress a lady.
Il Capitano Schettino avrebbe quindi dimenticato per un attimo la storia di Adamo&Eva, o quella di Elena di Troia, o il Ratto delle Sabine o la mia adorata Anna Bolena (anche se Enrico VIII tutto sommato era gia' un po' picchiatello di suo). O semplicemente guardate il ruolo delle donne nell'ultimo Governo Berlusconi.
Il Capitano avrebbe dovuto leggere di piu' la Bibbia o le tragedie greche o badare di piu' alla storia recente del suo paese mentre era alla guida del paese... ops, della nave.